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Il bitcoin è legale?

È comprensibile avere domande sulla legalità dell’uso della famosa cryptovaluta, il bitcoin è legale? A differenza del denaro illegale e contraffatto, che è un palese esempio di una “valuta” che si travisa come moneta a corso legale, il bitcoin è completamente diverso. Tuttavia, rientra in un’area apparentemente grigia quando si tratta di regolamentazione.

La relazione tra il bitcoin e la legge dipende molto da come viene utilizzata la valuta digitale.

Da quando l’ormai defunta Silk Road ha acquisito notorietà, il mondo politico ha iniziato ad interessarsi del semi-anonimato e della natura decentralizzata del bitcoin. Negli Stati Uniti, così come in altri paesi, le autorità temono che la piattaforma possa essere utilizzata per il riciclaggio di denaro e l’acquisto di beni illeciti senza essere rintracciati.

Che la gente utilizzi o meno il bitcoin come un modo per partecipare ad attività espressamente illegali non rende la moneta digitale stessa illegale.

L’illegalità dell’attività è il problema, indipendentemente dal fatto che venga utilizzato il bitcoin, il denaro o l’ oro.

Tuttavia, anche quando il bitcoin viene utilizzato per scopi legittimi, le regole sono un po’ più complesse.

In ogni luogo del mondo la legalità del bitcoin è vista in modo diverso, ma per la maggior parte delle persone rimane relativamente sicura da usare finché non è legata ad acquisti o attività illecite. Molti paesi hanno rilasciato dichiarazioni che indicano che bitcoin e altre valute digitali non sono regolamentate e non sono ufficialmente riconosciute.

Per quanto riguarda il tema della tassazione bisogna prestare attenzione a quanto segue:

Per i risparmiatori italiani, come ribadito da una recente risposta a un interpello da parte dell’Agenzia delle Entrate (Risoluzione N.72/E del 2/9/2016), secondo quanto stabilito nel TUIR dalla Legge (DPR 22-12-1986 n.917 art 67, comma 1 lett. c-ter e comma 1-ter), la tassazione delle plusvalenze realizzate a fronte di operazioni in valuta è dovuta solo a condizione che, nell’anno solare, la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti in valuta intrattenuti sia superiore a 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi continui, utilizzando per il calcolo della giacenza il cambio vigente all’inizio del periodo di riferimento, cioè 1° gennaio (circolare ministeriale n. 165 del 24.6.1998).

In parole più semplici, ciò significa che l’Italia non solo oggi regolamenta in modo chiaro l’accesso alle enormi potenzialità di questo mondo, ma ne ufficializza i benefici di totale esenzione fiscale fino a 51.645,69 euro.

Dario Moceri

Dario Moceri

Studente di ingegneria informatica ed imprenditore digitale, entusiasta sostenitore delle digital currencies e delle tecnologie decentralizzate.

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